Quando si lavora con la pasta polimerica, alle volte gli scarti, anche se microscopici, possono essere parecchi, che fare di tutti quei pezzetti e pezzettini?
Un altro miliardo di cose!!
Si possono mettere tutti insieme e miscelarli poco o molto a seconda di quello che si vuole ottenere.
Possiamo passare il "malloppo" di scarti nella macchina della pasta e tenere d'occhio quello viene fuori ad ogni passata.
Possiamo, se fattibile, dividere gli scarti per colore e creare altre gradazioni di quel colore.
Possiamo volere una sfoglia dai mille colori o sfumature o venature, oppure una sfoglia a tinta unita (in genere però se non si è riusciti a dividere i colori, tendente al verde o marrone) ed usarla per creare perle di base da rivestire con fettine di millefiori.
Con la maggior parte delle paste polimeriche, se gli scarti non sono "freschi di giornata" ovvero manipolati da poco, li troveremo più duri e friabili praticamente come se avessimo appena comprato la pasta, quindi sarà necessario un buon condizionamento per far si che le particelle di plastificante si ridistribuiscano uniformemente e la pasta sia facilmente modellabile, quindi al 99,9% dei casi ci troveremo a dover scegliere la sfoglia in tinta unita, perchè ad ogni passaggio nella macchina della pasta i colori si fonderanno sempre di più.
Ho scritto "Con la maggior parte delle paste polimeriche..." perchè per mia fortuna quella che uso (vedi scheda
PolymerClay), anche a distanza di mesi rimane morbida e bastano veramente pochissime passate in macchina per renderla pronta per essere trasformata.
Dopo questa Divina Commedia... veniamo all'esempio pratico: avevo degli scarti, non assoluti, di pasta bianca, nera, argento e bianco perlato con i quali ho realizzato queste 4 perle ovali di circa 2cm di lunghezza e 1cm si spessore.
Al di là delle misure, sono ovviamente una diversa dall'altra e vanno a comporre questo braccialetto, alternandosi a perle in metallo argentate dal disegno floreale.